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Giuseppe Ungaretti
(1888-1970)




Signore e signori:
ecco una breve ma intensa poesia in cui l'anima e la natura si fondono in una triste analogia.



SONO UNA CREATURA
1916
da L'ALLEGRIA (1914-1919)
Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
Così totalmente
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo
La poetica ungarettiana è condizionata dalla dura esperienza del fronte (I guerra mondiale) che mette in luce la precarietà della vita e i valori autentici dell'esistenza.
In questi versi il "poeta soldato" Ungaretti identifica il proprio stato d'animo nell'ambiente carsico della trincea e lo sintetizza attraverso le caratteristiche della roccia stessa. Il triste finale è un'ulteriore sintesi dello scenario di guerra. (A.N.)


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